In macroeconomia e in contabilità nazionale il Prodotto Interno Lordo (PIL) è un dato fondamentale per comprendere l’andamento economico di un Paese. Molto spesso infatti si sente parlare della crescita economica di un sistema da un anno all’altro proprio confrontando i PIL di ciascun anno.

Cos’è il PIL

Il Prodotto Interno Lordo è il valore di tutti i beni e servizi finali prodotti da un sistema economico in un determinato periodo di tempo.

Per capire perché nella definizione di PIL rientrano solo beni e servizi “finali”, bisogna prima fare una distinzione. Nel mercato vengono prodotti beni e servizi dalle imprese che rientrano in tre categorie:

  • beni di consumo: sono tutti quei prodotti destinati all’utilizzo da parte dell’utenza finale (cibo, abbigliamento, ecc.);
  • beni di investimento: sono beni che vengono utilizzati per la produzione di altri beni, in genere il loro impiego ha una maggiore durata nel tempo (macchine utensili);
  • beni intermedi: sono beni usati per produrre altri beni; in questo caso i prodotti sono utilizzati subito ma non sono utilizzati dall’utente finale e quindi non rientrano in nessuna delle categorie precedenti (pneumatici per produrre un automobile; Hard Disk per produrre computer, ecc.).

Nella definizione di PIL compaiono i beni e servizi finali, i quali includono i beni di consumo e i beni di investimento, ma non i beni intermedi. È fondamentale comprendere questo concetto perché escludendo dal calcolo del PIL il valore dei beni intermedi si evita di conteggiare più volte il valore di quei beni: è qui che entra in gioco il valore aggiunto di un bene.

In ogni fase della produzione un bene acquisisce un certo “valore” dovuto alla lavorazione e ai miglioramenti apportati in ciascuno stadio. Quindi un’impresa che produce un bene gli conferisce un valore aggiunto pari al valore della produzione meno il costo dei beni intermedi: il valore aggiunto è la differenza fra il valore finale che il bene acquisisce in un processo produttivo e il valore dei beni utilizzati per produrlo (materie prime, capitale, lavoro).

valore aggiunto = valore della produzione − costo dei beni intermedi

Al posto del valore della produzione si può considerare in maniera equivalente il prezzo della produzione, che comprende i ricavi delle imprese più le imposte indirette. I ricavi di un’impresa equivalgono alla somma dei valori dei profitti, dei salari, dei beni intermedi e del capitale fisico.
L’esempio più semplice per capire cos’è il valore aggiunto è la produzione del pane: consideriamo come prima fase della produzione quella della coltivazione e raccolta del grano; la seconda fase è quella della trasformazione del grano in farina nel mulino; la terza fase è quella della produzione del pane nel panificio. Supponendo che l’agricoltore produce 100€ di grano, il valore aggiunto in questa fase è di 100€. Se il mugnaio acquista 75€ di grano e produce farina per 150€, il valore aggiunto in questa fase è dato da 150€ − 75€ = 75€, differenza fra il costo finale del bene (la farina) e del bene intermedio (il grano). Se il panificio compra 120€ di farina e produce pane per 250€, il valore aggiunto in questa fase è 250€ − 120€ = 130€.

Calcolare il PIL

Per calcolare il Prodotto Interno Lordo bisogna usare questa formula:

PIL = p1q1 + p2q2 + p3q3 + … + pnqn= ∑i piqi

dove pi rappresenta il prezzo di un dato bene e viene moltiplicato per qi che è la quantità prodotta di quel bene.

Esistono tre metodi per il calcolo del PIL:

  • metodo della spesa;
  • metodo del reddito;
  • metodo del valore aggiunto.

È importante ricordare che qualsiasi metodo si scelga di usare il risultato è sempre lo stesso. Si possono usare più metodi per verificare che il risultato ottenuto sia esatto.

Calcolo PIL: metodo della spesa

Il metodo della spesa per il calcolo del PIL considera tutte le voci di spesa del sistema economico per l’acquisto di beni e servizi (che equivale a sommare i valori dei beni finali nel mercato):

  • spese per i consumi privati: questa voce comprende tutti i beni e servizi destinati al consumo delle famiglie e degli individui come le spese per cibo, abbigliamento, automobili, visite mediche, lezioni private, eccetera;
  • investimenti lordi: in questo caso non si parla di acquisto di azioni o obbligazioni, ma di tutti quei beni acquistati da imprese o attività commerciali che servono ad accrescere le capacità produttive, come la costruzione di edifici destinati all’impresa, attrezzature, macchinari, software, eccetera; si dicono investimenti “lordi” perché non si deduce l’ammortamento (perdita di valore dei beni dovuto all’utilizzo);
  • spesa pubblica: l’acquisto di tutti quei beni e servizi destinati alla collettività (spese per l’istruzione, sanità, difesa, eccetera);
  • esportazioni al netto delle importazioni: nel computo viene inclusa la domanda estera per beni prodotti nel Paese ma si escludono le importazioni, cioè la domanda interna per beni prodotti all’estero.

PIL = spese per consumi privati + investimenti lordi + spesa pubblica + esportazioni − importazioni

Calcolo PIL: metodo del reddito

Con questo metodo si calcola il PIL sommando tutte le forme di guadagno come:

  • reddito da lavoro dipendente: salari, pensioni;
  • rendite;
  • redditi derivante da attività commerciali;
  • reddito percepito da azionisti per profitti da società quotate in borsa;
  • imposte indirette;
  • trasferimento di denaro dall’estero;

Nel calcolo bisogna sottrarre gli ammortamenti.

Calcolo PIL: metodo del valore aggiunto

Usando il metodo del valore aggiunto si conteggia come parte del PIL solo il valore aggiunto in ogni stadio della produzione, escludendo quindi il valore dei beni intermedi per evitare un doppio computo.
Facciamo l’esempio della produzione del pane che abbiamo visto precedentemente.

Fase produttiva Valore beni intermedi Valore bene finale Valore aggiunto
Impresa agricola 0 100€ 100€
Mulino 75€ 150€ 75€
Panificio 120€ 250€ 130€

Si sommano soltanto le cifre nella colonna del valore aggiunto:
PIL = 100 + 75 + 130 = 305€
Il PIL del sistema economico considerato è di 305€.

Calcolo PIL: alcune considerazioni

Il PIL considera il valore della produzione corrente, cioè non rientrano nel conteggio del PIL il valore di beni già esistenti, come i profitti che derivano dalla vendita di case ed edifici già esistenti.
Il PIL è valutato ai prezzi di mercato, cioè includendo le imposte indirette; il prezzo meno le imposte indirette è detto costo dei fattori.
Il Prodotto Interno Lordo include nel calcolo i beni prodotti all’interno di un certo Paese, anche se tali beni sono stati prodotti da cittadini stranieri; nel calcolo del PIL sono esclusi i beni prodotti dagli abitanti di quel Paese che percepiscono reddito all’estero.
Il Prodotto Interno Lordo è calcolato al lordo degli ammortamenti.
Il PIL comprende il valore di beni effettivamente scambiati sul mercato; non è facile includere una stima esatta di una parte di produzione che non può essere tracciata, come il lavoro nero, attività illegali, lavoro domestico.
Il PIL pro-capite di un Paese è il valore del PIL diviso per il numero di abitanti di quel Paese.

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