Lancio della sonda New Shepard

Blue Origin's BE-3 engine restarted at 3,635 feet (1.1 km) above ground level and landed successfully at its West Texas launch site on April 2, 2016. Credit: Blue Origin

Blue Origin’s BE-3 engine restarted at 3,635 feet (1.1 km) above ground level and landed successfully at its West Texas launch site on April 2, 2016.
Credit: Blue Origin


Il terzo volo del veicolo spaziale New Shepard (dellaBlue Origin di proprietà del CEO di Amazon miliardario Jeff Bezos è avvenuto in zona suborbitale nella stessa capsula lanciata a Gennaio 2016 e Novembre 2015. Si tratta di una sorta di test di riusabilità con la riprova del fatto che anche il privato prova sempre di più a lanciarsi in questo nuovo settore.

La valle del Nilo vista dallo Spazio

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Online le immagini che il nuovo satellite Sentinel-3A, da poco lanciato in orbita, ha iniziato a fornire a partire dal 3 marzo scorso, con una bellissima panoramica del fiume Nilo e del suo delta, comprese le aree desertiche nord africane e medio-orientali.

La NASA ha reso noti i vincitori di due concorsi

Lo scopo del contest della NASA è stato quello di stimolare idee per la costruzione di un habitat a favore dell’insediamento umano, nell’ambito delle future missioni di esplorazione dello spazio.

I concorsi “Space Suit Textile Testing” ed “In-Situ Materials”, gestiti dalla NineSigma per conto di NASA, entrambi lanciati nell’Ottobre 2015 sotto l’egida del NASA Tournament Lab, hanno fruttato delle idee innovative per il testing delle tute spaziali e per la creazione di habitat utilizzando materiali da costruzione ricavati da risorse reperite localmente.

Secondo Steve Rader, manager del Center of Excellence for Collaborative Innovation (CoRCI) della NASA, questi due concorsi hanno offerto l’opportunità di ragionare su due esigenze basilari dell’esplorazione, le tute protettive ed i materiali da costruzione, in una nuova modalità. “Il nostro viaggio verso Marte richiederà innovazioni progettuali e tecnologiche; l’apertura al pubblico di questi processi ci fornisce più sentieri creativi da seguire.”

Fonte: astronautinews.it

Segnali dallo spazio?

L’agenzia spaziale americana sta lavorando anche con altre aziende per creare una piattaforma hardware in grado di eseguire l’analisi nello spazio. Un breve impulso spaziale rilevato dal telescopio di Arecibo, a Puerto Rico, sembra provenire da ben oltre la nostra galassia: gli scienziati hanno potuto notare una raffica di onde radio di una frazione di secondo che fornisce nuove importanti prove sulla presenza di impulsi misteriosi che arrivano sulla Terra dallo spazio profondo.

Farmaci dallo spazio?

Lo scopo sarebbe diagnosticare e trattare eventuali malesseri degli astronauti nello spazio.

Chiamate aptameri, sono state individuate per la prima volta negli anni Novanta, e si sono fatte notare per essere insensibili alle radiazioni, modellabili a piacimento e capaci di legarsi come marcatori a qualsiasi altra molecola.
La nuova generazione, gli X-aptameri, potrebbe rivoluzionare anche la medicina “terrestre”, visto che il primo di questi marcatori – il pegaptanib – ha già ottenuto il via libera dall’Fda.
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Planet 9 : il pianeta portasfiga?

Planet_nine_wikipedia_Tomruen_nagualdesign-kVUF--1280x960@ProduzioneUn misterioso pianeta nascosto ai confini del nostro sistema solare potrebbe essere collegato alle estinzioni periodiche avvenute sul pianeta Terra, e sarebbe capace di innescare una pioggia di comete e causare eventi catastrofici. E’ la tesi di Daniel Whitmire, un professore di astrofisica in pensione, che come scrive ‘The Independent’, ha collegato i periodi delle estinzioni di massa verificatesi sulla Terra (cui l’ultima circa 66 milioni di anni fa) al Planet 9, un ipotetico nuovo pianeta, che secondo alcuni astronomi americani dell’Istituto di tecnologia della California (Caltech) sarebbe dieci volte più grande della Terra e si troverebbe 1.000 volte più distante dal Sole rispetto alla nostra posizione.
Fonte: adnkronos.com

L’aurora vista dallo spazio


Tim Peake, astronauta inglese, ha filmanto in timelapse l’aurora boreale vista dall’International Space Station. Il video è stato postato dall’astronauta sul suo profilo Twitter.

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